Intervista a Roberto Chianese, direttore Fondazione Ente Ville Vesuviane. Jazz Connessioni 2026: quattro domeniche, due giornate di festival e tante storie da raccontare
Si conclude a Villa Campolieto la prima edizione di Jazz Connessioni. Un percorso tra musica dal vivo, cinema, ricerca storica e formazione, che ha coinvolto musicisti, docenti, giovani talenti e un pubblico numeroso e partecipe.
La prima edizione di Jazz Connessioni si è conclusa lasciando dietro di sé molto più di un calendario di appuntamenti. È stata un’esperienza di incontro e condivisione, costruita intorno a un’idea precisa: raccontare il jazz attraverso la sua storia, la sua evoluzione e il suo linguaggio, mettendo in relazione generazioni, esperienze artistiche e differenti forme espressive.
Nella straordinaria cornice di Villa Campolieto a Ercolano, il progetto ha dato vita a un programma che ha intrecciato concerti, cinema, masterclass, incontri culturali e produzioni audiovisive originali. Un lavoro complesso, reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, professionisti e musicisti, ma soprattutto dalla passione di quanti hanno creduto nel valore culturale dell’iniziativa.
Quattro domeniche tra jazz e cinema
La collaborazione con Note in Pellicola – Jazz e Cinema ha accompagnato il pubblico attraverso quattro domeniche dedicate al rapporto tra musica, immagini e racconto.
Tre grandi film, Ray, Round Midnight e Bird, hanno offerto l’occasione per approfondire altrettante figure fondamentali della storia del jazz e della musica afroamericana: Ray Charles, il mondo del bebop raccontato da Bertrand Tavernier e Charlie Parker.
Particolarmente prezioso è stato il contributo del prof. Massimiliano Gaudiosi, docente di Storia del Cinema presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha accompagnato il pubblico nella lettura cinematografica di Round Midnight e Bird, arricchendo le proiezioni con riflessioni sul linguaggio del cinema e sulla rappresentazione della musica.
Le quattro mattinate hanno registrato una partecipazione numerosa e calorosa, confermando quanto sia importante offrire occasioni di approfondimento culturale capaci di coinvolgere pubblici differenti.
L’ultimo appuntamento, domenica 25 ottobre, è stato dedicato a Jazz Story – Spin-off, un percorso narrativo e didattico scritto da Lino Volpe, costruito attraverso immagini e sequenze audiovisive inedite, appositamente realizzate per raccontare le origini del jazz.
A dare vita musicale al racconto è stata la Jazz Story Brass Band, formazione di sei elementi creata nell’ambito del progetto per recuperare e valorizzare il repertorio del jazz tradizionale di New Orleans.
Un’esperienza artistica che ha restituito alla musica il suo ruolo originario di espressione collettiva, intrecciando esecuzione dal vivo, narrazione e divulgazione storica.
Due giornate di festival, quattro concerti e un dialogo tra generazioni
Il cuore musicale di Jazz Connessioni si è sviluppato nelle giornate del 22 e 23 ottobre, quando Villa Campolieto ha accolto quattro concerti e un articolato programma di attività formative.
L’ingresso monumentale della Villa si è trasformato in uno spazio di incontro tra musicisti, docenti, studenti e pubblico, offrendo una cornice suggestiva a un progetto fondato sul dialogo tra esperienza professionale e nuove generazioni.
Un ruolo centrale è stato svolto dal Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, attraverso il coinvolgimento di tre docenti tutor: i Maestri Marco Sannini, Pietro Condorelli e Giulio Martino.
Accanto a loro, tre ospiti di grande esperienza artistica: Oscar Montalbano, Massimo Manzi e Rocco Zaccagnino, che hanno contribuito ad arricchire il programma attraverso concerti e momenti di approfondimento musicale.
Complessivamente, le due giornate hanno coinvolto altri 25 musicisti, dando spazio a esperienze, sensibilità e linguaggi differenti.
A completare il programma, la New Dolly Dixie Jass Band, formazione di sei musicisti impegnata nella rilettura del repertorio Dixieland e delle prime esperienze del jazz di New Orleans.
Le masterclass gratuite hanno rappresentato un ulteriore momento di confronto e formazione, rafforzando una delle finalità principali di Jazz Connessioni: creare occasioni concrete di crescita e scambio tra musicisti affermati, studenti e giovani interpreti.
La storia del jazz italiano: un patrimonio da conoscere e valorizzare
Tra i momenti culturalmente più significativi della manifestazione, la presentazione del terzo volume de Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti, un’opera di riferimento per la ricostruzione della storia del jazz nel nostro Paese.
Un ringraziamento speciale va ad Annamaria Pivato Mazzoletti, Rossana Buono e Giovanna Giubbini, che, insieme al Maestro Mario Raja, hanno impreziosito l’incontro con testimonianze, riflessioni e contributi di grande valore.
La loro presenza ha ricordato quanto il lavoro di ricerca, documentazione e conservazione della memoria sia fondamentale per comprendere non soltanto il passato del jazz, ma anche il suo ruolo nella cultura contemporanea.
Un progetto costruito insieme
Realizzare Jazz Connessioni ha significato mettere in relazione molte professionalità, coordinare esigenze artistiche, organizzative e tecniche, costruire un programma capace di tenere insieme spettacolo, formazione e divulgazione.
Un lavoro impegnativo, sostenuto dalla convinzione che la cultura possa diventare un autentico strumento di partecipazione e crescita collettiva.
Un ringraziamento particolare va alla Fondazione Ente Ville Vesuviane, a cominciare dal suo direttore, dott. Roberto Chianese, e dal presidente, dott. Gennaro Miranda, per aver creduto nel progetto e averne accompagnato la realizzazione.
Fondamentale è stata la collaborazione con il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, diretto dal Maestro Gaetano Panariello, il cui contributo ha consentito di costruire un rapporto concreto tra attività didattica, esperienza professionale e produzione artistica.
Un sentito ringraziamento va inoltre al Comune di Ercolano, partner istituzionale della manifestazione, e all’Associazione Culturexpress, impegnata nell’organizzazione e nel coordinamento delle attività.
Un riconoscimento speciale a Francesco Ceruti, il cui contributo professionale è stato determinante per l’ottima realizzazione tecnica del suono, elemento essenziale per valorizzare la qualità delle esibizioni musicali.
Il nostro grazie si estende a tutti i musicisti, ai docenti, agli ospiti, ai collaboratori, ai tecnici e alle persone che, anche lontano dal palcoscenico, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Jazz Connessioni: un’esperienza da cui ripartire
Il risultato più importante di questa prima edizione non si misura soltanto nel numero dei concerti, degli artisti coinvolti o degli spettatori presenti.
Si riconosce soprattutto nella qualità degli incontri, nell’entusiasmo del pubblico, nella disponibilità dei musicisti a condividere le proprie esperienze e nella possibilità di avvicinare nuove generazioni a un patrimonio musicale e culturale di straordinaria ricchezza.
Jazz Connessioni nasce per costruire relazioni: tra passato e presente, tra ricerca e interpretazione, tra formazione e professione, tra musica e altri linguaggi espressivi.
Questa prima edizione ha dimostrato che tali connessioni possono diventare esperienze concrete, capaci di generare nuove idee, collaborazioni e opportunità.
Grazie al pubblico che ci ha accompagnato, a chi ha partecipato con curiosità e passione e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo primo viaggio.
La musica continua. E con essa, le connessioni.
